Vinci una delle 5 magliette messe in palio da TeeFury

Vinci una delle 5 magliette messe in palio da #TeeFury

Oggi verranno messe in palio ben cinque magliette offerte dal sito TeeFury, se non lo conoscete, vi consiglio di leggere questa recensione che feci tempo fa su una maglietta che acquistai sul loro sito.

La maglietta Throne of Magic by GillesBone sarà in vendita solo per oggi qui, a solo 11$, dello stesso artista c’è anche Throne of Games a 15$ qui.

Le magliette offerte saranno messe in palio…

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L’autore de Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco, da cui è nata la trasposizione televisiva Game of Thrones, George RR Martin compie oggi 66 anni, il che significa che ha vissuto più di circa il 99,9% dei suoi personaggi.

Per l’occasione, vi elenco alla fine di questo post i libri dello scrittore, commentate quali avete letto e consigliate di leggere. Inoltre, vi informo che la Mondadori ha annunciato che il quarto volume dei tomi “in pelle di dragouscirà a fine Ottobre e saranno i Martell ad essere raffigurati sulla copertina del volume!

Una citazione di George R. R. Martin

Una citazione di George R. R. Martin

Buon compleanno, zio George! Ti auguriamo lunga vita e di finire presto The Winds of Winter.

Elenco opere di George R.R. Martin:

  • Windhaven (Il pianeta dei venti) è una trilogia di racconti di planetary romance scritto da Martin in collaborazione con Lisa Tuttle tra il 1975 ed il 1980, poi pubblicato in forma unitaria nel 1981. Contiene:
    • Tempeste
    • Un’ala
    • La caduta
  • Il Viaggio di Tufè un ciclo di racconti di fantascienza pubblicati originariamente in diverse sedi ed unificati dal loro comune protagonista, Haviland Tuf. Contiene:
    • The Plague Star (La stella del morbo)
    • Loaves and Fishes (Pani e pesci)
    • Guardians (Guardiani)
    • Second Helpings (Fare il bis).
    • A Beast for Norn (Una bestia per Norn)
    • Call Him Moses (Chiamatelo Mosè)
    • Manna From Heaven (Manna dal Cielo).

…e ovviamente vi elenco anche il ciclo Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco. L’autore ha pubblicato tantissimi altri racconti e antologie, potete leggere l’elenco completo qui. Per quanti avessero problemi con l’ordine dei libri della saga da cui è tratto IL TRONO DI SPADE (Game of Thrones), ecco l’immagine con tutti i libri, presa da wikipedia.

Le cronache del ghiaccio e del fuoco ASOIAF

I racconti collegati alla saga, sono i seguenti:

  • 1996 Blood of the Dragon in Isaac Asimov’s SF Magazine n. 7/1996 – Sangue di drago (tr. Annarita Guarnieri, 1999, in I Premi Hugo 1995-1998, a cura di Piergiorgio Nicolazzini, Grandi Opere Nord 33, Editrice Nord, Milano).
    • Sangue di Drago consiste in un estratto dei capitoli che coinvolgono Daenerys Targaryen in A Game of Thrones. La narrazione delle vicende di questo personaggio non aggiunge nulla di nuovo rispetto alla versione di A Game of Thrones data alle stampe.
  • 1998 The Hedge Knight contenuto nella raccolta Legends, a cura di Robert Silverberg, Tor, 1998 – Il cavaliere errante. Una storia dei Sette Regni (tr. Francesco Di Foggia, 2002, in Legends (Vol. II), Sperling & Kupfer, Milano).
    • Il cavaliere errante è un racconto che narra le vicende di Dunk (un cavaliere errante che si appresta a partecipare al suo primo torneo) ed Egg (il suo giovane scudiero, in realtà membro della famiglia reale). Ambientato nei Sette Regni, la storia si svolge novant’anni prima dell’inizio delle vicende narrate nelle “Cronache”. Può essere considerato un preludio alle vicende di Cronache del ghiaccio e del fuoco, per quanto il legame agli eventi successivi possa essere considerato marginale.
    • Legends è un volume collettaneo curato da R. Silverberg. Giunto alla seconda edizione, la raccolta propone una scelta di racconti inediti dei più famosi autori di letteratura fantastica, con l’obiettivo di proporre un ulteriore approfondimento narrativo delle loro saghe più conosciute.
  • 2000 Path of the Dragon in Isaac Asimov’s SF Magazine n. 12/2000.
    • Path of The Dragon, così come Sangue di Drago, consiste in un estratto dei capitoli che coinvolgono il PoV di Daenerys Targaryen in A Storm of Swords. Anche in questo caso, la narrazione delle vicende di questo personaggio non aggiunge nulla di nuovo rispetto alla versione di ASoS poi data alle stampe.
  • 2003 The Arms of the Kraken in Dragon, n. 305/2003.
    • The Arms of the Kraken consiste in un estratto dei capitoli che coinvolgono Asha, Aeron e Victarion Greyjoy in A feast for crows, incentrati sulla lotta per il trono delle isole di ferro, anch’esso non aggiunge niente di nuovo rispetto al romanzo.
  • 2003 The sworn sword contenuto nella raccolta Legends II, secondo racconto incentrato su Dunk e Egg,ambientato circa un anno e mezzo dopo il primo episodio. Contenuto, in Italia, nel Il cavaliere dei sette regni con il titolo La spada giurata.
  • 2010 The mistery knight contenuto nella raccolta Warriors, terzo episodio della serie di Dunk e Egg. Ambientato poco tempo dopo la fine del secondo. Contenuto, in Italia, nel Il cavaliere dei sette regni con il titolo Il cavaliere misterioso.
  • 2013 The princess and the queen contenuto nella raccolta Dangerous women, ancora inedito in italiano: ambientato ottant’anni prima delle avventure di Dunk e Egg, racconta lo svolgersi della danza dei draghi.
Buon compleanno #GRRM e novità dalla #Mondadori #libri #asoiaf #tronodispade L’autore de Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco, da cui è nata la trasposizione televisiva…
/ Posted on Sep 17 2014 at 8:01pm via deviantart.com with 419 notes
ilanawexler:


Nights Watch - A Song of Ice and Fire 2015 Calendar by DonatoArts


George, is that you?

(it is in fact George as Tormund!)

ilanawexler:

Nights Watch - A Song of Ice and Fire 2015 Calendar by DonatoArts

George, is that you?

(it is in fact George as Tormund!)

(via gameoflulz)

/ Posted on Sep 15 2014 at 12:00pm via zingrevolution with 4 notes

Sophie Turner of Game of Thrones with Hailee Steinfeld, Jessica Alba and Steve O of Jackass at the Barely Lethal premiere 

Ecco le nuove foto di Game of Thrones (IL TRONO DI SPADE) dal suo set presso il Palazzo di Diocleziano a Spalato (Split), in Croazia.

Fonte: split.com.hr
Nuove foto dal set di Game of Thrones a Spalato Ecco le nuove foto di Game of Thrones (IL TRONO DI SPADE) dal suo set presso il Palazzo di Diocleziano a Spalato (Split), in Croazia.

Nuovi personaggi nella storyline di Tyrion e il ritorno di un’attrice

L’ultima volta che abbiamo visto Tyrion Lannister in Game of Thrones (Il Trono di Spade) era diretto verso luoghi sconosciuti, dopo la morte di suo padre, Tywin Lannister, e di Shae. La storyline di Tyrion nella quinta stagione lo porterà in un nuovo territorio, con Approdo del Re alle spalle e gli ultimi casting, si hanno vari suggerimenti su come potrà essere il suo viaggio nella prossima…

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Sebenico, Croazia, è una delle nuove città aggiunte alla lunga lista delle location di Game of Thrones, e lo staff sono arrivati ​​in città per prepararsi per le riprese imminenti.

Secondo Sibenik.in e le nuove foto, i set sono in costruzione presso la Fortezza di San Giovanni (Fortress of St. John), preparando l’area per le riprese che ci saranno dal 15 Settembre al 21 Settembre (se siete in zona, non dimenticate di inviarci le vostre foto per vederle pubblicate su questo blog, ndr).

Inoltre, il sito riporta che ci sarà una prova generale coi costumi a Sebenico (Šibenik) l’8 Settembre. Quanto vorrei poter assistere alle prove!

Sebenico - Croazia - GOT set

Costruito nel 1646, la fortezza a forma di stella è situata sopra il centro storico. Attualmente i set sono stati costruiti sulla parte interna del forte. Lo scopo del set è sconosciuto, anche se assomiglia ad un cortile o una zona di combattimento di minore importanza, di seguito altre foto dal set in Sebenico, cliccate sulle immagini per ingrandirle.

 

#GameofThrones si prepara a girare in #Sebenico #tronodispade Sebenico, Croazia, è una delle nuove città aggiunte alla lunga lista delle location di Game of Thrones, e lo staff sono arrivati ​​in città per prepararsi per le riprese imminenti.

Isaac Hempstead-Wright conferma la sua presenza nella stagione 5 di GoT

Isaac Hempstead-Wright conferma la sua presenza nella stagione 5 di #GameofThrones #tronodispade #hodor #branstark

Dopo che Kristian Nairn ha dichiarato che il suo personaggio, Hodor non sarebbe apparso nella prossima stagione di Game Of Thrones, si immaginava che anche il suo compagno di viaggio, Bran Stark non sarebbe stato presente.

Tuttavia, in una nuova video intervista del On Demand Entertainment, segnalata da un fan, Isaac Hempstead-Wrightha detto che come suo prossimo progetto ha in previsione di…

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L’autore di “Game of Thrones”, George R.R. Martin, ci parla di fama, Scozia, e del materiale inutilizzato che sta pensando di pubblicare.

Edimburgo sembra il luogo migliore per parlare con George R.R. Martin, che si è fatto vedere al festival del libro della città, perché tra i residenti si nasconde uno dei pochi altri autori capaci di comprendere la sua difficile situazione.
Il parallelo sembra obbligatorio tra l’impatto avuto dalla saga fantasy in sette libri, e relativi film, scritta da J.K. Rowling Harry Potter e la serie di Martin Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco, anch’essa in sette libri, con relativa serie tv firmata HBO dal successo mondiale Game of Thrones (n.d.t. Tradotta in Italia “Il Trono di Spade”), che prende il nome dal primo dei cinque libri fin’ora editi.

La Rowling una volta rivelò in un’intervista che ancora adesso affronta dei momenti di shock nel vedere il merchandising mondiale e il fenomeno culturale che sono risultati dal raccontare una storia. Martin prova qualcosa di simile per ciò a cui ha dato vita?

“Non userei la parola ‘shock’. Però sì, a volte mi sembra surreale. Dimentico sempre che la mia vità è cambiata. Penso che per la Rowling sia stato diverso perché quelli erano i suoi primi libri. Io per 20 anni ho pubblicato fantasy e fantascienza che sono andati bene, ma non quanto questi. E c’è una parte di me che ancora inconsciamente pensa che io sia ancora la persona di prima e possa condurre la vita di prima. E poi mi viene ricordato che non posso, perché Game of Thrones è diventato un vero e proprio fenomeno e io una celebrità. Ci sono cose buone al riguardo, e cose meno buone.”

L’aspetto negativo, dice, è “la perdita di privacy e il suo essere totalmente fuori controllo”. Lui e Parris, la sua terza moglie, vennero ad Edimburgo tre o quattro anni fa e

“potevamo fermarci ad ascoltare i musicanti di strada e andare a teatro per tragedie e commedie e al Military Tattoo (n.d.t. Il Royal Edinburgh Military Tattoo è una parata militare che si svolge tutti gli anni ad agosto nel piazzale antistante il Castello di Edimburgo). E, in tutta la settimana che siamo stati qui, forse tre persone in totale mi hanno riconosciuto, ed ero felice di firmargli l’autografo. Adesso, tre o quattro persone mi riconoscono ad ogni incrocio. Non posso più uscire; non posso più camminare tranquillo in strada. Ovviamente è straordinario avere tutti questi lettori e fan che, per la maggior parte, sono veramente belle persone, che mi dicono che amano i libri e la serie tv. Ma ce ne sono così tanti che non finiscono mai. Oh, e i selfies! Se battendo le mani potessi far esplodere tutti gli smartphone del mondo, giuro che lo farei!

Parla con nostalgia degli anni in cui la sua fama era gestibile:

“Potevo andare alle convention di fantascienza e attaccarmi un cartellino col nome. E allora avevo quello che i fan chiamano ‘ego-boo’ cioè ego-boosting (n.d.t. Letteralmente sarebbe un incremento di orgoglio e autostima) quando i fan vedevano il badge e dicevano: ‘Oh, George R.R. Martin, autografi il mio libro’. Poi potevo togliermi il cartellino e diventare una persona qualsiasi che andava al ristorante. Adesso non posso più togliermi il badge”.

Il riferimento di Martin a “la maggior parte” dei suoi lettori che sono belle persone suona fatto apposta per escludere quelli che speculano sulla sua longevità o che domandano insistentemente l’uscita del sesto e settimo volume de Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco. I siti più vicini all’autore somigliano sempre di più ad un materno guardiano letterario con una folla fuori urlante “Ancora! Ancora!”

“Questa è una delle pressioni che ho addosso” ammette Martin. “I miei editori vogliono il prossimo libro, così anche la HBO, e anche i miei lettori. E nessuno lo vuole più di quanto lo voglia io. Ma, quando sento il peso della pressione, devo anche ricordare che i libri sono ciò per cui verrò giudicato alla fine. Se da qui a 50 anni ancora li leggeranno, nessuno dirà: ‘La cosa migliore del sesto libro è che l’ha pubblicato in tempo!’ Riguarderà piuttosto l’integrità e coerenza dell’intera storia.”

Fisicamente, lo scrittore è un epico contrasto di bianco – le nuvole bianco neve di barba e capelli – e nero: il colore della T-shirt e della salopette. È un grosso, adorabile sosia di Babbo Natale con una toccante e acuta risatina. Questo atteggiamento è una delle ragioni per cui ci fu un tale shock quando recentemente ringhiò ‘fottiti!‘ ad un intervistatore che gli chiese se, essendo un 65enne con un peso piuttosto eccessivo, era sicuro di poter completare gli ultimi due libri.

Ma il pensiero diffuso tra la fanbase di George R. R. Martin che vedrebbe lo scrittore chiudersi in casa finché la storia non è completa, riflette il successo straordinario del franchise, che è iniziato silenziosamente, nel 1996, con la pubblicazione di A Game of Thrones, introducendo i continenti immaginari di Westeros – dove sette regni, uniti con difficoltà sotto un’unica dinastia regnante, stanno per affrontarsi in una guerra civile – ed Essos. Il confine nord di Westeros è protetto da un’antica Barriera di ghiaccio, un aspetto del suo mondo immaginario che ha permesso a Martin di rispondere con arguzia a tutti coloro che lo pressavano, durante la visita ad Edimburgo, a prendere una posizione nel dibattito sull’indipendenza Scozzese: “Ho suggerito di costruire un gigantesco muro di ghiaccio tra le due nazioni”.

Come spesso accade, la finzione ha già imitato la storia Scozzese, perché la Barriera di Westeros si è ispirata al Vallo di Adriano. I suoi studi sulla storia militare scozzese, irlandese ed inglese (specialmente la Guerre delle Rose), hanno formato le storie, che attingono anche alla letteratura. Il titolo e l’atmosfera generale de Le Cronache del Ghiacco e del Fuoco sono influenzate da una poesia intitolata “Fuoco e Ghiaccio” dallo scrittore americano il cui pseudonimo è Robert Frost. Pubblicata nel 1920 – appena dopo la fine della prima guerra mondiale – la breve poesia contempla la natura di una conflagrazione planetaria finale:

“Some say the world will end in fire
Some say in ice.
From what I’ve tasted of desire
I hold with those who favor fire.
But if it had to perish twice,
I think I know enough of hate
To say that for destruction ice
Is also great
And would suffice.”

Oltre a ricordare con suggestione le estreme e prolungate stagioni di caldo e freddo che troviamo nel mondo di Martin, mi colpisce in modo significativo che la poesia di Frost contenga anche le parole “odio” e “desiderio”, che, nelle scene intense di sesso e violenza, sono le forze portanti della narrativa.

“Yeah. Amore e odio, sesso, vendetta: sono un parte importante della storia e una parte importante dei miei libri. Ti informi sulla Guerra delle Rose e scopri un’infinita serie di uccisioni per vendetta, effettivamente.”

Stavamo parlando in un giorno in cui i titoli dei notiziari erano ancora una volta dominati dai conflitti in Siria, Iraq e Gaza, può questo sembrare appropriato dato che una delle possibili letture de Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco è che la guerra e le dispute di confine sono praticamente inevitabili per l’umanità?

“Certamente uno dei temi portanti dei libri è la guerra. Quasi tutte le storie fantasy da Tolkien in poi sono state interessate dalla guerra. Tra gli imitatori di Tolkien, è sempre un combattimento tra bene e male, e i cattivi indossano il nero o sono brutti. Volevo piazzare alcune di quelle cose nelle loro teste e così ho messo i miei buoni – gli uomini dei Guardiani della Notte – in nero, e c’è bene e male in entrambi gli schieramenti. Ma non è un’allegoria. Se avessi voluto scrivere un romanzo sul Vietnam o la Siria, l’avrei fatto.”

Nonostante il disclaimer (n.d.t. dichiarazione di limitazione di responsabilità), mi sembra che una delle ragioni per l’enorme successo, sia della saga che della serie tv, sia che persone di diverse etnie e origini ritrovano la loro stessa esperienza nel mondo alternativo di Martin. A seconda della prospettiva, la grande Barriera dei libri può essere il Vallo di Adriano, la Grande Muraglia Cinese o la recinzione di sicurezza nel West Bank (n.d.t. Barriera di separazione costruita da Israele in Cisgiordania per impedire l’accesso ai terroristi palestinesi).

“Be’, questo posso risolverlo facilmente. Rappresenta il Vallo di Adriano. Non sono mai stato in Cina.”

Quello che voglio dire è: possono i lettori vedere i loro propri significati?

“Oh, certo. E quei significati potrebbero effettivamente esserci. Un autore non è necessariamente infallibile quando parla del suo proprio lavoro, perché molto prende forma e avviene nel subconscio.”

Un esempio di involontaria influenza nella storia è il luogo dove vive e lavora lo scrittore, e mi colpisce in modo particolare il fatto che Martin abbia scritto in New Mexico la sua opera sullo scontro di civiltà, al confine tra un’antica cultura e una moderna superpotenza:

“Sì. Ci sono chiaramente tre distinte culture lì – l’originale Indiana, la Spagnola e poi la civiltà Anglosassone che l’ha conquistata – e io sono un ragazzo del New Jersey, quindi ho anche la mia personale prospettiva al riguardo”.

Vivendo in uno stato americano che ha un confine col Messico, Martin è anche ben posizionato per osservare la paura delle orde di sconosciuti che invadono un territorio, che sembra essere diventata una caratteristica di molte società.

“Eh sì” sospira. “Ultimamente, sembra decisamente così, il che è penoso, specialmente in America. Gli Stati Uniti sono stati il massimo esempio di cultura non omogenea, creata dai vari immigrati. Quindi quanto siamo ipocriti ora a preoccuparsi dell’immigrazione?”

Impliciti nei libri di Martin ci sono i rifiuti di due dogma istituzionali: primo, la mancanza, fin da giovane, della fede cattolica di famiglia“già da bambino, facevo domande che mettevano in crisi suore e preti” – e poi il rifiuto di combattere in Vietnam, conclusosi con l’essere classificato dall’ufficio di leva locale come obiettore di coscienza.

“Spesso, per ottenere quello status, devi essere un totale pacifista per motivi religiosi. Ora, in primis: non sono religioso. E inoltre: non sono un assoluto pacifista. Se mi dicessero ‘Combatteresti Hitler se stesse stuprando tua nonna?’ risponderei ‘Sì, probabilmente sì’. Ma me l’hanno approvato comunque. A volte penso che la seconda guerra mondiale abbia completamente cambiato il punto di vista di noi occidentali sulla guerra, perché, di tutte le guerre della storia, la seconda guerra mondiale è la più vicina ad una guerra fantasy, nella quale c’è un nemico malvagio, i cui soldati sono effettivamente cattivi e vestono in nero portando teschi sulle uniformi. La prima guerra mondiale era più tipica: per che cosa combattevano davvero tutte quelle persone?”

Molti dei commenti di Martin finiscono in interrogativi, il che, spiega, riflette il suo carattere:

“Non sono quel tipo di scrittore che fornisce risposte; preferisco sollevare domande. Una delle cose più piacevoli del successo dei libri è stato il numero di dibattiti che hanno causato, con persone che discutevano online riguardo a quale fosse la cosa più giusta da fare”.

Ci sono migliaia di pagine scartate o scrive in una precisa lunghezza?

“Vengono scartati capitoli, paragrafi e tutto il resto. Perché seguo i personaggi ma a volte mi portano a dei finali morti. Quindi, alla fine della serie, avrò probabilmente decine di migliaia o addirittura centinaia di migliaia di pagine di materiale mai sfruttato.”

Lo pubblicherebbe mai?

“Mmm, no. Alcune di esse sono solo bozze di scene già viste.”

Ma quello non infastidirebbe i fan.

“Immagino di no. Be’ c’è almeno un capitolo eliminato dal libro cinque – che mi ha portato nel finale sbagliato – che sono stato tentato di pubblicare come racconto breve”.

La poesia di Frost che l’ha ispirato riguarda la fine del mondo, e sembra indicare che l’universo inventato da Martin debba terminare, attraverso il fuoco o il ghiaccio o magari entrambi, alla fine del settimo libro.

Lo scrittore si fa una grassa risata: “Ovviamente non risponderò a questo. Potete preoccuparvene per due libri. Però è vero che tutti gli uomini devono morire”.

Alla fine, anche se difficilmente avrebbe rivelato lo stato di compimento o una probabile data di pubblicazione per il sesto libro, The Winds of Winter, ho chiesto che risposta dà ai fan e produttori che probabilmente glielo domandano costantemente.

“Dico a tutti la stessa cosa” dice Martin, con dolcezza un po’ glaciale. “Sarà fatto quando è fatto”.

Fonte: The Guardian
Traduzione: Simona Seylin Giusti
#GRRM: “#Selfies! Se potessi bruciare gli #smartphone, lo farei!” #tronodispade #gameofthrones @GRRMspeaking #asoiaf

Proprio nei tempi previsti, nonostante il tempo avverso, le riprese di Game of Thrones in Croazia si spostano in una nuova location a Spalato (Split).

Vediamo nelle foto lo staff impegnato al lavoro presso i pilastri a Duilovo (Spalato). Alcuni del cast possono essere visti coi costumi di scena, seduti e presumibilmente in attesa di riprendere, tra cui due volti noti delle scene finali della stagione 4 di Game of Thrones.

Avevamo ipotizzato che i pilastri rappresentassero Meereen, ma sembra che l’attrice Maisie Williams sia sul set sfoggiando un costume molto familiare per Arya, così come Gary Oliver, il capitano Braavosino incontrato nel finale della stagione 4.

In aggiunta è stato diffuso da un passante anche un video del set. Sembra che ci sia una piccola barca in acqua, il che può spiegare la presenza di Braavosiani sul set. Forse a causa dei problemi causati dal maltempo al set in Kastel Gomilica, vorranno girare alcune scene supplementari, oppure avevamo programmato di girare in mare aperto per tutto il tempo.

Oltre alle schermate verdi che circondano i pilastri (si vedono anche in alcune foto pubblicate qui), un altro grande schermo verde è visibile a fianco del set, suggerendo che anche la costa potrà essere utilizzata per le riprese.

Fonte:
24sata.hr
#GameofThrones si sposta a #Duilovo #tronodispade Proprio nei tempi previsti, nonostante il tempo avverso, le riprese di Game of Thrones in Croazia si spostano in una nuova location a…